29 dicembre 2011

Un ghiottone

Logan è un personaggio che da piccolo adoravo. Prima che lo rovinassero del tutto, intendo.

Andiamo, chi non vorrebbe essere un piccoletto peloso e scontroso con degli artigli retrattili e un fattore di guarigione che lo rende praticamente immortale?

Qua sopra: una bozza per le prove che, presto o tardi, dovrò fare per la Marvel. A dire il vero me ne hanno chieste altre da qualche mese, ma i GATTI hanno la precedenza sui ghiottoni. 

28 dicembre 2011

Tutti

LA VIDA MUERTA, prova di inchiostrazione.

Nel mezzo


Bozza di un vecchio progetto trovata in un quadernetto tutto  ingiallito e sfilacciato. Progetto rinascimentale, per il secondo volume di DREAMS (Double Shot), se non sbaglio. O addirittura per il primo, mah.
Fatto sta che l'ho ritrovato e l'ho colorato. E fa ancora cagare.

Un po' di apatia e di pensieri in questi giorni post-vacanzieri. In mezzo a tante di quelle cose da fare che non riesco a decidermi a cominciarne una. Capite? Due soggetti di diverse pagine da concludere, due tesine da iniziare, gli acquerelli dei GATTI in alto mare, tante mail a cui rispondere, disegnatori da contattare, preparativi per spostamenti vari.
E sto qui a scrivere. Coglione.
Vado a lavorare, va'.

27 dicembre 2011

Le favole





Le favole si leggono tardi, prima di addormentarsi.

GATTI DI COLLODI, tavole 22 e 23.

Un'altra storia su Dio


Dio non ha tempo da perdere, anche ad acquerelli su Moleskina.

Sto scrivendo in questi giorni il soggetto di SPARTA NON PIANGE, storia dalla quale è tratto il personaggio di Ennio.
Poi se ne riparla.

26 dicembre 2011

Mare



Il Natale ha portato pochi regali ma buoni. Infatti leggo molto, in queste ore.
Ieri e oggi: relax. Domani posso pensare a cominciare a fare qualcosa. Eventualmente.

C'è un sole magnifico. La tramontana stempera il tutto, ma non mi abbatto e, porca troia, vorrei essere al mare.


Scusate, i pranzi luculliani delle ultime ore mi hanno rincoglionito.
Vado a fare due passi.

25 dicembre 2011

Natale 011

Be', auguri.
Ve li faccio meglio con una vignetta dei PAGANOS, che trovate su Mammaiuto: THE PAGANOS X-MAS SPECIAL.
Essere buoni, oggi, è un optional.

24 dicembre 2011

Macchie


C'era ancora un po' di spazio nella vecchia moleskina, quadratini di due, tre centimetri nei quali ho lanciato qualche macchia di colore.
(A proposito: ho degli acquerelli che gridano vendetta. Una qualità di merda che non immaginate.)
La risultante di una di queste macchie è il trittico "indiano obeso  di profilo-ragazzetto sociopatico-cane serioso".
Chissà che cazzo, mah. Senza un perché.

Senza un perché rimane anche il fatto che il mio ex blog The Bad Living ha registrato, nella sola giornata di ieri, dai cinquecento ai settecento contatti. Che sono tanti, per me.
Senza un perché, appunto.

23 dicembre 2011

Rico


Rino Coschi, detto Rico, nasce nel 'quarantacinque a Banali, un piccolo paesetto nel cuore dll'appennino toscoemiliano. Fin da piccolo non ha amici, né interessi, né sogni: è uno di quelli che, qualsiasi cosa gli capiti, non si scotta, e tutti lo sanno. Finisce a Rebibbia nel 'sessantasette per rapina a mano armata. In gabbia ci sta come un pesce nel mare blu. Esce nel 'settanta, libertà vigilata. Per dieci anni fa il muratore a mille lire al giorno. Mette su una sua piccola impresa. Nell'ottantasei si sposa con una puttana romena. Nel 'novanta diventa papà. Il figlio non è suo perché la moglie batte, ma lui se ne fotte. Apre un ristorante con un amico. L'Ufficio d'Igene gli fa chiudere tutto nel 'novantadue: merda di topo nei coni Algida. L'amico finisce al fresco per concussione e lui per bancarotta fraudolenta. La finanza glielo butta in culo definitivamente con un paio di registri truccati. Sta un annetto in gabbia, la moglie e il figlio non li rivedrà mai più. Durante un trasferimento in tribunale, ruba la pistola a un agente, ammazza un paio di vecchi per strada e sequestra una ragazzina che era andata a fare il suo primo giro con la Punto nuova di zecca. Trovano la ragazza in un fosso nei pressi di Orte, con il collo spezzato. Rico piange per tutto il tragitto in autostrada, per giorni, fino a Livorno. Si imbarca su un cargo, sbarca in Brasile settimane dopo. Finisce nelle favelas, si affilia a una nota gang. Ammazza poco, ruba molto. Un giorno la polizia lo becca a spacciare. Lo portano in caserma e lo picchiano a sangue. Gli spezzano la trachea, il vomito gli finisce nei polmoni. Il corpo ritorna in Italia con tutti gli onori.

Rino Coschi, a dire il vero, è una testa disegnata per noia. 

22 dicembre 2011

Sessanta





Finiti li gli inchiostri di GATTI DI COLLODI, sessanta tavole tonde tonde, per ora: qualche vignetta da modificare, qualche vignetta di rifare, ma nel complesso un lavoro che mi soddisfa. 
Mancano tutti gli acquerelli, che occuperanno Gennaio. 

Da qui a capodanno: qualche prova di colorazione, ma anche relax. Sono abbastanza fuso, lo ammetto. Nevrotico. Le mie giornate oscillano fra la serenità esistenziale e l'emicrania martellante, e tutto di corsa, perché le cose da fare sono tante.
Voglio fare un bel viaggio.
Voglio imparare una lingua.
Voglio fare sessanta milioni di altre cose, una per volta.

La tasta. 
Male.
Appunto.

21 dicembre 2011

Oggi

E' appena uscita l'undicesima striscia di THE PAGANOS: Loriano è nei guai per spaccio, solo un avvocato con i denti aguzzi lo potrà salvare.
Ti velocizzo le cose: clicca QUI.
E rileggi tutte le puntate precedenti per capirci qualcosa.

Oltretutto.
Tra oggi e domani finisco di inchiostrare le sessanta tavole di GATTI DI COLLODI, poi da qui a capodanno qualche prova di colore. E da gennaio, acquerelli a manetta.
Nel frattempo qualche soggetto da rivedere.


La prossima settimana MAMMAIUTO si ferma. Ci prendiamo un attimo di pausa, riprendiamo fiato.
Stay tuned.

19 dicembre 2011

Camminare



A breve, finiti i GATTI, si comincia a camminare: storia di Sam Daveti, disegni miei, inchiostri chissà. 
Troverete UN LUNGO CAMMINO da, diciamo, primavera. Dove, ve lo dico poi.

La battuta della bozza sovrastante è tratta, in mancanza di una sceneggiatura definitiva, dalle prime pagine di "Oltre il confine" di Cormac McCarthy. 
Lo sto leggendo in questi giorni. Immenso.

18 dicembre 2011

17 dicembre 2011

Cose che

Cose che voglio dal 2012.
Cose strapperò a me stesso nell'Anno dell'Apocalisse, insomma.
  • Imparare la pazienza
  • Riscuotere qualche favore
  • Coccolare di più le idee, soprattutto quelle buone
  • Sopravvivere a me stesso
  • Frequentare un corso di dizione
  • Dare almeno cinque, sei esami
  • Trovare un lavoro
  • Riconsiderare quello che faccio ogni giorno 
  • Dosare il mio tempo
  • Completare due graphic novel e cominciarne una terza
  • Pensare meno al Tempo
  • Scrivere un libro
  • Scrivere una canzone
  • Imparare alla perfezione una lingua
  • Fare delle mie debolezze uno stile
  • Andare a vivere lontano
  • Dare via tre quarti dei miei fumetti (più di 5000, n.d.a.)
  • Fare uno o due corti
  • Imparare ad apprezzare e usare il silenzio
  • Lasciare un segno, almeno uno
  • Tenere a mente questa lista
  • Depennare ogni punto di questa lista

Ci provo, siete testimoni, eh. 
Fra un anno tiro le somme.

13 dicembre 2011

Per Favore Cerco Ritornare


Forse ritorna, forse no. E semmai qui su EL MUNDO NON GIRA.
L'illustrazione è nuova di pacca, devo trovare un font adatto (questo fa cagare) e un nuovo impianto. 
Magari non cerca Lavorare, cerca tutt'altro, o magari niente. Non so. Mi sento come se nuotassi nel cemento: voglio farlo ritornare, ma non c'è quello zin, quella spinta.

Cosa voglio dire con questo format? Ha senso? Vale come due anni fa? Sa di qualcosa o non sa di un cazzo?
Insomma, nel dubbio rimani nel cassetto, bello mio.
Però boh, magari no.


Ah, domani decima puntate di THE PAGANOS, sempre e solo su Mammaiuto (tornato operativo). Fateci un salto.

Crash

Altro che Paul Haggis. 
Riporto da Facebook: 

Trinchero (vicepresidente, n.d.a.) scazza, lancia un aggiornamento e poi esce dal Mammaiuto, crashando tutto. Complimenti.

Questo è il motivo per cui il vostro adorato sito preferito è sfanculato.
Stay tuned per ulteriori aggiornamenti, e incrociate le dita.
Anzi, portate una carezza ai vostri bambini e pregate per noi, ne abbiamo bisogno.

12 dicembre 2011

Cerchi che non sai

Devi sapere che ieri notte ero fuori città, nel parcheggio di un grande magazzino, insieme ai miei soliti amigos. Eravamo lì per scoppiare petardi. A ventiquattro anni suonati, eh, mica a dodici. Miniciccioli, per l'esattezza: poco più che miccette
Ci guardavamo intorno dopo ogni deflagrazione, cercando di capire se, attraverso la foschia giallognola, la pula fosse in arrivo. Niente. Intorno a noi solo qualche auto appannata dove si consumavano amori rubacchiati.

Non era molto freddo, ma l'umidità, cazzo, quanta umidità c'era.
Facciamo saltare buste del McDonald's, bottigliette di plastica, pacchetti di sigarette, preservativi usati, lattine. Solita roba, insomma. 
Poi piazziamo un minicicciolo su un alberello morto, tutto secco, ce lo appiccichiamo con una gomma appena masticata. Gli diamo fuoco, ci allontaniamo.  
Bum.

A questo punto dal fumo azzurrognolo che si va a depositare si fa strada un cerchio di fumo perfetto, grosso e snello, trenta centimetri di diametro, e all'inizio penso: figata. Poi il cerchio continua la sua corsa per l'aria, in diagonale, e non si disfa, né svanisce. Passano cinque, dieci secondi. Rigira, rotola su sé stesso senza consumarsi, si allarga un po', ma continua a fendere lentamente la luce gialla dei lampioni a basso costo. Noi non riusciamo a distogliere lo sguardo. Io ci vado sotto, per guardarlo, e mi sembra quasi che si nutra di tutto l'umido, di tutta la foschia che lo circonda: quasi non voglia andarsene e strappi quello che trova intorno, a portata di lembo. Passano altri dieci, venti secondi, il cerchio rallenta. Io guardo gli altri: dura troppo, sembriamo dirci. Più che strano. Ritorno a fissare il cerchio, sempre lì, ma ora sembra rallentare, inciampare, incepparsi. Per qualche altro secondo sta lassù, orgoglioso, poi si spezza, implode, si disperde in un attimo. 

Quanto sarà durato? A lungo. Forse un minuto, forse meno, forse più. Ma sembrava una vita, te lo assicuro. 
Perché quel cerchio? Perché così a lungo? Centra l'umidità, la nebbia circostante? O magari l'inclinazione del petardo? O la gomma con cui l'abbiamo incollato all'alberello secco? Quante possibilità c'erano?
Storia vera, vecchia di otto ore.

Abbiamo fatto saltare qualche altro petardo con gusto, certo, ma aspettandoci un altro cerchio, o qualcosa di meglio.
Nessuno ci ha rotto il cazzo, ma chissà quanto ci hanno odiato i ragazzi dentro quelle macchine tutte appannate.
A ventiquattro anni, mica dodici.

11 dicembre 2011

Distrarsi

All'università come in tredici anni di scuola dell'obbligo mi riesce benissimo. L'altro giorno ero ad inglese ad ascoltare puttanate sull'inutilissima Jane Austen e mi trovo a scarabocchiare questo:

M'è ripresa voglia di PER FAVORE CERCO LAVORARE. Almeno credo.
Era un bel giochetto, all'epoca. Nel vecchio blog, dico. Funzionava. Piaceva.
Vediamo.

Anche l'illustrazione del post precedente "Una storia su Dio" è stata fatta all'università, sull'ultima pagina della mia Moleskina. 
L'uomo con i cerotti sugli occhi è uno dei tre protagonisti di SPARTA NON PIANGE, e quella è una bozza di una delle scene, diciamo così.

Torno a lavorare.
Buona domenica.

9 dicembre 2011

Puxa vida





Qualche preview dalla recensione/interpretazione del libro "Bandeirantes" di Antonio e Carlo Calabrò.
Brasile, brasile, brasile.
Un paio di tavole di prossima pubblicazione, poi vi dico meglio.

8 dicembre 2011

Italo

Lui è Italo, detto Itzy. 
Io e Andrea Settimo ci stiamo lavorando da un po'. Sul progetto di cui Italo è protagonista, dico: THE CORNER.
America, anni venti, immigrati, anarchici, fantastoria, attentati, tanto sangue e tanti italiani.

Che dite?
Bianco/nero snello o retino da cronaca nera?

Stamani

è uscita la nona puntata di THE PAGANOS, sempre su MAMMAIUTO.
La trovate QUI.
QUI invece potete leggere la storia dall'inizio.

Via via sto scrivendo tutta la prima serie, scrittura che si lega a bozze e storyboard sketchati sul momento, che diventeranno strisce in un secondo momento.

La prima serie, come le altre quattro che seguiranno, sarà composta di 52 episodi, che andranno a comporre idealmente un anno di scuola per serie. 
(Lo so, l'anno scolastico è di 29 settimane, ma checcazzocivoletefare, è andata così.)

5 dicembre 2011

Incamminarsi


VIANDARE lo metto da parte, per il momento. 
Finite le matite delle dodici tavole aggiuntive dei GATTI DI COLLODI, è venuto fuori un altro lavoro da due tavole: pubblicazione a breve.
Poi mi butto sui PAGANOS, almeno un'altra decina di strisce scritte a da realizzare prima di capodanno.
Tutto Gennaio occupato dagli acquerelli, dal lettering e dalla post-produzione dei GATTI.

Insomma, da fare ce n'è. 
Mi incammino.

2 dicembre 2011

Un paio di pubblicazioni



"YOUNGBLOOD 2010", annual a diffusione internazionale che contiene i "giovani talenti italiani premiati nel mondo". Ci siamo anche io e la Manu Cafferini con CHIEDETE AL PESCE ROSSO, primo premio a "Matite per la Pace 2010".



"RAR - Risate Antirazziste", il catalogo del progetto svolto fra il 2010 e il 2011 che mi ha visto insegnante in qualche liceo toscano. All'interno della pubblicazione: una mia piccola illustrazione taoista e un po' di vignette di alcuni dei miei alunni. Ovviamente, l'orgoglio preme sulle seconde.


Ce ne sono un altro paio, di pubblicazioni che non ho ancora segnalato ma, diciamocelo, non ho né tempo né voglia. 
La prossima volta, dài.